Non una farina qualsiasi. Il business delle ricette online

Pubblicato da Redazione il

Il 34% degli ingredienti nel sito analizzato è composto da marchi registrati. Percentuale che sale ancor più se si considera che ci sono anche utensili di marche specifiche. Ma quali sono i principali modelli di business dei ricettari online?

Che si fa quando la ricetta che ci piace propone un lievito preciso, il burro di quella marca lì, lo zucchero per forza di un certo tipo, ovviamente di un marchio registrato? Non capita poi così raramente di trovare ricette sponsorizzate, disseminate anche oltre la categoria specifica dedicata alle cosiddette “ ricette di marchi di fiducia”. Il 34% degli ingredienti presenti nelle ricette di allrecipes.com sono marchi registrati. E non sono solo gli ingredienti a essere sponsorizzati, ma capita di trovare vari tipi di utensili, in particolare pentole.

«Ci sono diversi modelli di business legati ai ricettari online», osserva Francesca Negri, docente di marketing all’università cattolica di Milano, «si va da quello più classico dell’appassionato che apre il suo blog di cucina poi si accorge che ha tanti contatti e può guadagnarci con la pubblicità, ai modelli aziendali – alcuni molto avanzati – in cui vicino alla ricetta c’è la possibilità di inserire gli ingredienti direttamente in un carrello della spesa. Ma c’è anche il modello delle sponsorizzazioni, in cui i marchi propongono preparazioni particolari», andandole a proporre dove ci sono molti contatti e molti click, e soprattutto «dove c’è fiducia da parte dei consumatori», specifica l’esperta. Ma se da un lato le ricette sponsorizzate non sono quelle più cucinate (raggruppando le ricette per categoria, “trusted brands” è quintultima se le si ordina in base al numero di realizzazioni) «il fatto che sono preparazioni legate a finalità commerciali di solito non infastidisce gli utenti», sottolinea Negri.

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